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10/10/2011 - Domande in scadenza per il Fondo GioIvo

Domande in scadenza per il Fondo GioIvoScade il 31 ottobre 2011 il termine per la presentazione dei progetti e delle domande di accesso alla seconda edizione del “Fondo GioIvo”, creato nel 2010 dalla Dimora d’Abramo in memoria di Ivo Mitidieri, collaboratore della cooperativa d’accoglienza reggiana, prematuramente scomparso in un incidente nell’agosto 2007.“Si tratta di... ... leggi tutto

Domande in scadenza per il Fondo GioIvo - 10/10/2011


Domande in scadenza per il Fondo GioIvo
Scade il 31 ottobre 2011 il termine per la presentazione dei progetti e delle domande di accesso alla seconda edizione del "Fondo GioIvo", creato nel 2010 dalla Dimora d'Abramo in memoria di Ivo Mitidieri, collaboratore della cooperativa d'accoglienza reggiana, prematuramente scomparso in un incidente nell'agosto 2007.
"Si tratta di un concorso di idee - spiega il presidente della Dimora d'Abramo, Luigi Codeluppi - che nasce dal desiderio di parenti, amici e colleghi di dare continuità agli interessi e allo stile di lavoro di Ivo Mitidieri, impegnato nella costruzione di interventi educativi per ragazzi e adolescenti con una passione che ha caratterizzato tutta la sua vita personale e professionale"
Proprio per questo, il fondo andrà a sostenere progetti finalizzati all'inserimento sociale, allo sviluppo di relazioni tra pari e con il territorio e allo sviluppo dell'auto imprenditorialità di ragazzi e adolescenti (12-19 anni) in situazioni di marginalità scolastica, familiare e relazionale.
"La costituzione del "Fondo GioIvo" - sottolinea Codeluppi, che è anche presidente del settore Solidarietà sociale di Confcooperative - si è avviata partendo dal desiderio dei familiari di Ivo di devolvere le offerte ricevute in suo ricordo alla Cooperativa "Dimora d'Abramo", presso la quale Ivo Mitidieri esercitava appunto la sua professione di educatore. Negli anni il fondo è cresciuto grazie alla generosità dei genitori, dei parenti e degli amici che hanno continuato ad inviare somme alla nostra cooperativa, che a propria volta ha deliberato . un proprio contributo al fondo, consentendo di dare continuità al sostegno di iniziative e progetti rivolti a ragazzi e adolescenti in difficoltà".

L'edizione 2010 ha visto premiati due progetti: uno presentato dalla "Bottega delle Briciole-Onlus" di San Martino in Rio (realizzazione di un musical con partecipazione di un giovane ipovedente e di alcuni giovani con problematiche relazionali e familiari) e l'altro da "Autismo Onlus" di Taranto.
Dopo i 7.000 euro stanziati nel 2010, la cifra messa a disposizione per il 2011 è pari a 5.000 euro, e al fondo - spiega il presidente della Dimora d'Abramo - "possono accedere molteplici soggetti, purché presentino progetti coerenti con le finalità del fondo stesso e possano garantire l'effettiva attuazione degli stessi, con equità nella destinazione delle risorse, affidabilità morale ed etica".
La domanda di contributo (raccomandata postale, recapito manuale o fax) va presentata alla Dimora d'Abramo (via Normandia, 26 - 42124 RE - fax 0522.793079). Info: www.gioivo.it.

 

12/01/2010 - Servizio Civile Volontario in cooperativa

Dopo l’approvazione – avvenuta nelle scorse settimane da parte della Regione Emilia-Romagna - dei progetti presentati dal Consorzio Oscar Romero con le due cooperative associate Dimora d’Abramo e L’Ovile, 4 giovani di età inferiore ai 29 anni hanno avviato, il 7 gennaio, l’esperienza del servizio civile volontario all’interno delle due cooperative sociali. Particolarmente rilevante appare il... ... leggi tutto

Servizio Civile Volontario in cooperativa - 12/01/2010

Dopo l’approvazione – avvenuta nelle scorse settimane da parte della Regione Emilia-Romagna - dei progetti presentati dal Consorzio Oscar Romero con le due cooperative associate Dimora d’Abramo e L’Ovile, 4 giovani di età inferiore ai 29 anni hanno avviato, il 7 gennaio, l’esperienza del servizio civile volontario all’interno delle due cooperative sociali.

Particolarmente rilevante appare il valore dei progetti sui quali i giovani saranno impegnati, segnati in entrambi i casi dal tema dell’accoglienza, della condivisione e dell’integrazione, tanto da poter dare vita a nuove storie per coloro che ne saranno i beneficiari e per quanti con essi si confronteranno.

E proprio il costruire e narrare nuove storie è il tema specifico del progetto de L’Ovile, da anni impegnato (ed in tal senso sono diverse le strutture ricettive, i servizi e i laboratori attivati) a fianco di persone segnate da disagio psichiatrico, detenute o ex detenute nell’OPG.

Sono cammini gravati da forme di emarginazione che nascono da paure e diffidenze che caratterizzano i contesti in cui si inseriscono e vivono gli ospiti degli appartamenti in cui L’Ovile accoglie e sostiene persone con disagio psichiatrico e altre in misura alternativa alla detenzione.

Proprio per questo il progetto mira a mettere in dialogo queste storie: quelle dei timori e dei sospetti verso le persone in diverse condizioni di disagio, da una parte, e quelle esperienze di sofferenza ed emarginazione che possono così entrare in relazione, dando vita ad un incontro capace di generare nuove storie di condivisione e di integrazione. I 2 volontari saranno così impegnati – a fianco degli operatori de L’Ovile – ad aiutare gli ospiti a costruire una rete stabile di relazioni che ne consenta un maggiore inserimento al di fuori delle strutture di accoglienza, alimentando nel contempo una nuova cultura solidale rispetto al disagio all’interno delle comunità.

Di accoglienza e di integrazione socio-educativa, poi, parla anche il progetto della Dimora d’Abramo, in particolare nei riguardi di minori stranieri e adulti segnati da fragilità, ospiti delle strutture di accoglienza gestite dalla cooperativa (casa albergo comunale e comunità per minori Don Alberto Altana).

Un percorso, anche questo, molto articolato, che impegnerà i volontari ad accrescere le competenze linguistiche degli stranieri, la conoscenza del territorio, dei servizi cui possono fare riferimento, dei luoghi di aggregazione, integrando queste azioni con alcune fasi di inserimento lavorativo, realizzando in tal modo importanti obiettivi di integrazione ed autonomia